Mastoplastica additiva

Mastoplastica additiva

SENO: CURVE…SICURE!

Una, magari due taglie in più. È questo che sognano molte donne scontente del loro décolleté, ma i mille dubbi che assalgono al pensiero della soluzione chirurgica vincono la voglia di acquisire un seno mozzafiato e desiderabile.
Tremate all’idea del bisturi e pensate che “se ne sentono di tutti i colori” riguardo la plastica al seno? Tra due pagine sarete più tranquille: questo servizio è per voi.

MASTOPLASTICA ADDITIVA: IL VERDETTO CEE
Non vi sono dati scientifici su un eventuale legame tra malattie e protesi mammarie in gel di silicone. È questo in sintesi l’esito di uno studio CEE diffuso recentemente sui rischi per la salute connessi all’uso di tali protesi. “Gli unici problemi evidenziati da tale studio – precisa il dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in Chirurgia Plastica a Padova – sono legati alla forma ed alle caratteriche del prodotto e riguardano il cosiddetto “bleeding” (ovvero il trasudo di piccole molecole di silicone attraverso il rivestimento protesico), la contrazione capsulare (evidenziabile con un indurimento del seno) e la rottura del rivestimento a seguito di traumi o manipolazioni.” Inconvenienti piuttosto circoscritti, sui quali la paziente deve essere però assolutamente consapevole prima di firmare il consenso informato.

 

INFORMAZIONE, PRIMA DI TUTTO!
E su tale informazione punta ora la Commissione delle comunità europee attraverso l’adozione di importanti specifici provvedimenti e misure che determinano requisiti superiori, non solo più sicuri per la salute pubblica, ma anche più trasparenti e di maggiore comprensione per la paziente. Il monitoraggio della procedura, il controllo e la garanzia della qualità, nonché le attività di ricerca in settori chiave sono parametri necessari per l’esecuzione dell’intervento a regola d’arte.

 

PROTESI IN SILICONE: SICUREZZA DALLA NASCITA ALLA…APPLICAZIONE
Prima dell’immissione sul mercato delle protesi mammarie, i produttori devono raccogliere i dati clinici sulle caratteristiche e sulla prestazioni del prodotto. Dopo l’immissione sul mercato delle protesi, o dopo il loro impianto, i produttori devono prevedere una procedura sistematica aggiornata per valutare l’esperienza acquisita con le protesi nella fase post produzione, comprese le valutazioni cliniche ed attuare sistemi idonei per realizzare eventuali azioni correttive.
La Commissione europea per l’ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori insiste inoltre su un migliore monitoraggio delle pazienti portatrici di protesi mammarie. Lo scopo è quello di instaurare tra chirurgo e paziente un rapporto che non si conclude ad intervento finito, ma che si protragga nel lungo periodo al fine di garantire un attento controllo sulle eventuali conseguenze sulla salute ed eventuali effetti collaterali a lungo termine. “Il lato positivo di tali provvedimenti adottati a livello comunitario, ancora comunque da recepire – continua il dottor Carlo Alberto Pallaoro – è l’applicazione di misure specifiche critiche che migliorano le informazioni per i pazienti, la tracciabilità e la sorveglianza, il controllo della qualità e la ricerca di base.”

 

A CIASCUNA IL SUO!
“Primum non nocere”, scriveva Ippocrate, il medico greco padre della medicina, ovvero: non fare del male, prima di tutto. Perché se è vero che in nome della bellezza certe donne sarebbero disposte a tutto (e molte lo sono state!) è altrettanto vero che la chirurgia estetica moderna prima di agire pondera attentamente ogni caso specifico, dalla salute fisica della paziente, al complesso estetico del fisico, fino alla personalità stessa della persona. “Viene svolta un’analisi approfondita di tutta la persona – afferma il dottor Carlo Alberto Pallaoro – non bisogna dimenticare che modificare l’immagine esteriore comporta una trasformazione interiore”.
“Fare del male” non è solo un concetto di natura fisica, infatti. Fino allo scorso decennio l’idea della mastoplastica additiva era legato all’immagine delle pin-up con un seno gonfio e fuori misura. Ma con il tempo è aumentato il numero delle pentite; un seno esagerato non è adatto a tutte. Oltre ad essere funzionalmente scomodo, infatti, può non essere in armonia con il corpo o, peggio, può avere conseguenze cliniche non certo piacevoli, come la visibilità della protesi o eccessivo rilassamento cutaneo. “Per non pentirsi della mastoplastica additiva il segreto sta nella scelta di una  protesi proporzionata alla propria silhouette ed adeguata al tipo specifico di tessuti. “Il chirurgo - spiega il dottor Pallaoro - lavora con due cose fondamentali: le aspettative della paziente e ciò che i suoi tessuti consentono di fare. Il risultato dell’intervento sarà maggiormente apprezzabile quanto più si avvicina ad entrambi i fattori.”

 

DA ZERO A… QUANTO? SCEGLIERE IL GIUSTO MEZZO
Se siete talmente povere di seno da non portare neppure una prima misura è meglio non esagerare. Evitate quindi di richiedere al chirurgo un volume di seno spropositato: più grande la protesi e più sottili i tessuti, maggiori saranno le difficoltà di incorrere in delusioni (visibilità dell’impianto, eccessivo aumento del seno durante un’eventuale gravidanza, rilassamento dovuto all’età). Come per tutte le cose, insomma, anche in chirurgia estetica ci vuole  misura e la strada giusta, come spesso avviene, sta nel mezzo.

Approfondimenti: Mastoplastica additiva

 

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